Pubblicato da: psychoedu | agosto 25, 2009

Le ragioni e gli scopi del 1° congresso dell’ISPES

Crediamo che la Psicoanalisi debba essere “usata” per indirizzare un’illuminata azione socio-politica, culturale, economica e religiosa,

divenendo supporto essenziale ad una vita salutare di tutte le relative istituzioni e organizzazioni micro e macro sociali.

Una Psicoanalisi per la pace!


Perché la guerra?

Considerazioni psicoanalitiche su guerra, terrorismo, fondamentalismo e riconcialiazione

Roma – Gerusalemme, 29 settembre-1 ottobre 2011

“Perché la guerra?”: così iniziava una lettera che scrisse A. Einstein a S. Freud, con l’intento di ricevere, dal fondatore della Psicoanalisi, delle indicazioni che potessero anche guidare l’azione socio-politica delle Nazioni Unite.

Per configurare anche tangibilmente il processo “dia-logogico” abbiamo ritenuto significativo che il Congresso avesse una doppia sede, Roma e Gerusalemme, in cui si svolgeranno delle sessioni in contemporanea, con dei collegamenti in diretta via “web-conferenza” per gli interventi più rappresentativi, alcuni dibattiti e tavole rotonde.

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I lavori del congresso – sponsorizzato dall’Associazione di Psicoanalisi della Relazione Educativa (APRE) – ci daranno la base da cui partire per sviluppare indagini, analisi e discussioni sulle questioni e sui processi psicodinamici individuali e gruppali inerenti a guerra, terrorismo, fondamentalismo religioso, intolleranza, xenofobia, che riguardano tutti gli individui e tutti i gruppi, senza differenze di etnia, politica e cultura. Le situazioni traumatiche, la povertà, i conflitti bellici, la fame, i disastri naturali, le migrazioni di massa, che ciclicamente interessano il pianeta e che oggi sono il banco di prova per l’identità di diversi continenti, così come la cosiddetta “globalizzazione”.

Occorre chiedersi: in che modo queste condizioni generali colpiscono il nostro senso di sicurezza e di sopravvivenza? Come si manifesta tutto ciò nel campo clinico, organizzativo-istituzionale, politico-economico e socio-educativo? Qual è l’influenza del leader sull’individuo, sul gruppo e sulla società? Come è possibile esplorare, parlare e superare le paure e l’instabilità legate al sentimento di frammentazione e la paura delle diversità presenti nell’individuo e nella società? Come affrontano i propri conflitti gli individui, le organizzazioni, le società e i governi?
Scopo precipuo del congresso è contribuire alla costituzione di una “cultura della pace”, indicando i percorsi psicodinamici che possono attivare il processo di riconciliazione, di “riparazione”, di pace, affinché Eros possa vincere nell’eterna lotta con Thanatos. Siamo infatti animati dalla convinzione che la Psicoanalisi, oltre alla sua applicazione nell’ambito clinico, abbia molto più da dare, potendo esser utile come ulteriore guida per l’edificazione della “civiltà dell’Amore”.
Il congresso darà spazio anche agli sviluppi recenti nel campo delle teorie sulle organizzazioni, del transculturale e transgenerazionale, della sociologia, antropologia, teologia, economia e delle scienze politiche, tutti aspetti significativamente essenziali per il nostro lavoro.

Vi invitiamo a raggiungerci in questa avventura inviando proposte per i workshop, i simposi, i corsi, i gruppi esperienziali, le relazioni e le sezioni video e poster. Tali proposte vanno inviate entro il 15 dicembre 2010, all’indirizzo e-mail: segreteria@apreonline.it

Aspettiamo molti interventi da parte vostra e vi attendiamo numerosi per “fare la differenza”.

Arrivederci a Roma e/o a Gerusalemme nel 2011!

Filippo Pergola (presidente APRE, curatore del congresso)

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